Il Miglior Coltello da Sopravvivenza: Guida alla Scelta

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coltello da sopravvivenzaSecondo diversi esperti di sopravvivenza provenienti da tutto il mondo, lo strumento da avere nel proprio survival kit è un coltello da sopravvivenza affidabile.

Si può usare come arma per la caccia di prede come strumento per molte altre applicazioni.

Ricordatevi che in momenti molto difficili potrebbe salvarvi la vita!

Un coltello da sopravvivenza può essere utilizzato per diverse funzioni:

  • tagliare il legno
  • costruire un riparo
  • preparare il cibo
  • accendere un fuoco
  • utilizzarlo come martello
  • cacciare o scuoiare animali
  • proteggersi difendersi

E’ necessario che il coltello possa essere utilizzato per tutte le funzioni sopra citate. Il suo uso dipenderà da voi, ma la qualità va cercata attraverso diverse caratteristiche.

Questa guida ha lo scopo di aiutare a identificare quale sia il miglior coltello da sopravvivenza.

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Caratteristiche di un coltello da sopravvivenza

Al pensiero di trovarsi sperduti in una condizione estrema viene alla mente subito come un coltello da sopravvivenza potrebbe essere utile.

Un buon prodotto deve però avere in se delle caratteristiche ben precise, come un buon filo ed un design della lama, un codolo resistente ed una misura non troppo ingombrante.

Codolo

Il codolo del coltello di sopravvivenza è la parte bassa della lama, quella che si stende verso il suo manico.

È importante in quando serve proprio per fissare in modo saldo la lama all’impugnatura del coltello.

Tra le versioni in commercio ce ne sono di molte tipologie, dove le due principali sono quella completa e quella parziale. La prima ha un codolo che si estende per tutta la lunghezza del manico e offre quindi una maggiore stabilità, proprio a causa del fatto che una buona parte dell’acciaio della lama è inserita nel manico.

Purtroppo però questa maggiore resistenza si paga con un coltello che avrà un peso maggiore rispetto ai modelli con codolo parziale. Questi infatti non hanno la stessa lunghezza del manico e quindi sono più leggeri.

In passato erano accusati di avere una minore resistenza, ma adesso, con l’uso delle resine questo problema è stato definitivamente superato. Ciò accade però in circostanze normali, mentre in situazioni estreme restano sempre consigliabili le classiche versioni di coltelli con codolo completo.

Dimensione

Le dimensioni dei coltelli survival di solito variano tra i 5 ed i 12 pollici, corrispondenti a 12,5 cm e 30,5 cm.

Già con una lama dalla lunghezza di 12,5 cm ti sarà possibile tagliare la legna con molta facilità. Se invece ti rivolgerai verso coltelli dalle dimensioni maggiori avrai tra le tue mani dei veri e propri machete, con tutti i loro vantaggi, ma anche con i loro contro, a partire dal fatto che un coltello grande sarà di certo più difficile da maneggiare di uno dalle dimensioni più compatte.

Per fare la scelta migliore è quindi opportuno che tu valuti con attenzione quelle che sono le tue reali necessità e le operazioni per le quali avrai intenzione di utilizzarlo.

Il filo della lama

Anche la scelta della lama giusta necessita di partire da delle analisi tecniche.

Il coltello di sopravvivenza può infatti avere una lama dritta oppure montarne di altre seghettate. La prima sarà semplice da pulire e potrà essere riaffilata con pochi gesti.

Potrai utilizzarla per lavori di vario genere, tra cui tagliare la legna e altre attività che richiedono maggiore attenzione. I coltelli con lama seghettata sono invece più problematici. In condizioni estreme infatti vorrai sempre avere con te un coltello dalla lama tagliente e affilare le lame seghettate è un procedimento difficoltoso, che richiede l’uso di specifici macchinari.

Meglio quindi optare per una lama con filo dritto, che potrai far tornare tagliente anche soltanto utilizzando una pietra.

Dorso della lama

Il dorso della lama si può presentare, nei coltelli da sopravvivenza, in vari modi.

Scegliendone una versione dalla linea piatta potrai usarlo sia come acciarino che per spezzare la legna. Lame dentellate di solito sono sconsigliate.

La scelta migliore poi dipenderà da te e dall’uso che andrai a farne, infatti in commercio potrai trovare anche coltelli a doppia lama, che potrai andare ad utilizzare per combattimenti ravvicinati.

Se però cerchi un classico coltello per la sopravvivenza non ti sarà utile un prodotto che potrà ferire a morte un animale, ma che poi non ti sarà affatto di aiuto per le attività pratiche, come tagliare una corda.

Il design della lama

Caratteristica importante per ogni coltello da sopravvivenza è il design della sua lama.

Questo aspetto infatti andrà ad influenzare quello che sarà il suo utilizzo. Le lame hanno un design che si classifica su 4 diverse tipologie: drop point, spear point, clip point e tanto point.

1.clip point

Questo tipo di lama è quello più adatto per le operazioni di scuoiatura di animali.

La lama si presenta con una forma arcuata, con una punta sottile. Di solito anche la lama posteriore è affilata, per creare un doppio bordo. La punta sottile è utile per praticare fori e per andare a lavorare anche in zone di piccole dimensioni.

2.drop point

Un coltello che monta una lama dal design drop point si caratterizza per una forma curva.

Questa forma, che si snoda dal manico fino alla punta della lama, permette di utilizzare questo coltello per svolgere un gran numero di attività. Questa versatilità ne fa il prodotto che ti consiglio di acquistare come coltello da sopravvivenza. In commercio ne troverai disponibili di molte dimensioni.

3.spear point

Con il termine spear point si intende un design di una lama che si caratterizza per il fatto di essere a doppio taglio.

In passato si utilizzava questo design per realizzare lame da combattimento da montare anche su baionette, spade o pugnali. I coltelli che montano queste lame si presentano come molto taglienti. La lama ha una forma dritta, che si snoda in continuità con il manico sul quale viene montata.

4.tanto point

Il tanto point è un design che si utilizza per produrre lame per coltelli che ha origine in America.

I coltelli che utilizzano una lama di questo design sono dritti e ricordano molto da vicino la struttura delle spade katana e wakizaski, realizzate dagli artigiani giapponesi. La sua forma lo rende adatto per la lavorazione della pelle, infatti vengono utilizzati per lisciare il pellame, per dargli un aspetto più liscio ed uniforme.

Spessore della lama

Scegliere il giusto spessore della lama ti eviterà di portare con te un coltello da sopravvivenza che potrebbe diventare troppo ingombrante.

Lo spessore giusto da scegliere è quello che va dagli 0,17 agli 0,25 pollici, corrispondenti ad un valore dai 4 ai 6 mm circa. E’ quindi meglio non scegliere mai una lama troppo sottile perché questa potrà si essere più leggera e quindi meglio trasportabile e da maneggiare, ma al tempo stesso potrebbe rivelarsi inadatta ad alcuni compiti.

Ti ricordo infatti che in casi estremi dovrai avere a disposizione un prodotto che possa permetterti di utilizzarlo sia per scuoiare animali, che per andare a spezzare rami e vegetazione. Magari con una lama più spessa non otterrai una scuoiatura perfetta al 100%, ma avrai a disposizione un qualcosa che non ti abbandonerà nel momento del bisogno e che non rischierà di deformarsi a causa dell’uso.

Sezione della lama

Il profilo della lama, in un coltello da sopravvivenza, è di varia tipologia.

Le principali sono tipologie sono sei, e sono: hollow grind, flat grind, chisel grind, sabre grind, double o compound brevel e convex grind.

Andiamo a vedere meglio insieme di che cosa si tratta.

1.Hollow Grind

Questa tipologia di profilo della lama si caratterizza per essere considerata una delle più taglienti.

Viene utilizzata soprattutto per realizzare rasoi, ma ha lo svantaggio di richiedere spesso una nuova affilatura. Proprio per questo fatto questa tipologia di bisello (grind) non si trova su coltelli da sopravvivenza. Presenta un cono concavo su entrami i lati della lama, che si snoda verso il suo bordo.

2.Flat Grind

La caratteristica principale di questo tipo di bisello è una rastrematura, che corre su entrambi i lati della lama.

Questo fa assumere alla lama una tipica forma a V. Le lame con flat grind hanno una bassa resistenza al taglio, ma la lama si presenta comunque robusta rispetto alla versione cava. Non è particolarmente agevole da affilare e per questo è un tipo di bisello che si trova utilizzato di rado sulle lame dei coltelli.

3.Sabre Grind

Come aspetto questo bisello ricorda la versione flat grind.

La principale differenza sta però nel fatto che, il restringimento della lama, avviene soltanto verso la sua metà. Viene utilizzato soprattutto per la realizzazione di coltelli di tipo tattico e militare. Quando non presenta uno smusso secondario si è in presenza di un bisello di tipo scandinavo, più facile da affilare grazie alla superficie maggiore della sua lama.

4.Chisel Grind

Si tratta di un bisello che ricorda la forma di uno scalpello.

Da un lato la sua superficie è piatta, mentre dell’altro ha un bordo angolato di 30-40 gradi. Spesso viene utilizzato per realizzare i coltelli da cucina in stile giapponese. Coltelli realizzati in questo modo, sono disponibili sia per mancini che per destrimani. E’ facile da affilare e si trova utilizzato su lame tattiche.

5.Double bevel or compound bevel

Lame di questo tipo presentano uno smusso particolare, simile a quelle del chisel grind e del flat grind.

Hanno una migliore capacitò di taglio e sono fortemente resistenti alla scheggiatura. Questo tipo di bisello compare spesso sulle spade katana giapponesi. Possono avere delle angolazioni che vanno da 14-16 gradi e che possono arrivare fino al 40, in rispetto ai valori indicati nella norma ISO 8442.1.

6.Convex Grind

I biselli di forma convessa si caratterizzano per una forma a cono, che si presenta in modo opposto rispetto alla versione flat.

Questo permette di avere a disposizione una quantità maggiore di metallo, che rende il bordo più forte. Si tratta di lame che necessitano spesso di essere affilate. E’ la lama più resistente in assoluto e per questo motivo anche la più diffusa.

Manico

Ogni buon coltello per sopravvivenza, per essere di qualità, deve avere anche un buon manico.

Questo avrà il compito di mantenere una presa salda della tua mano, anche quando le condizioni non saranno ottimali, come ad esempio quando il manico sarà bagnato. Sono da sconsigliare i manici in plastica, infatti, anche se a prima vista possono sembrare saldi, compromettono seriamente la stabilità della lama.

Il materiale migliore che possa essere utilizzato per realizzare i manici di questo tipo di coltelli è quello sintetico, in polimeri o con fibra di nylon. Questi materiali sono infatti anche molto resistenti. Ti consiglio di scegliere il manico del tuo coltello valutandone con attenzione la tramatura, infatti un grip particolare andrà di certo a rendere la tua presa ancora più salda.

Nonostante i puristi del settore non siano d’accordo, sono da sconsigliare manici realizzati con materiali naturali, che andranno a compromettere la durata e la resistenza nel tempo del manico del tuo coltello.

Tipo di metallo

Uno dei punti cruciali nella scelta di un coltello da sopravvivenza è quello che riguarda il tipo di materiale utilizzato per la sua realizzazione.

Il tipo di acciaio utilizzato infatti ne influenzerà la resistenza, la forza della lama, le difficoltà relative all’affilatura e per quanto tempo questa si manterrà ottimale. Principalmente si parla di acciaio, acciaio inox e acciaio al carbonio.

Le versioni inossidabili saranno meno dure, ma più resistenti all’attacco della ruggine. Di contro la variante al carbonio potrà essere resa molto tagliente, il che unito alla sua resistenza ne fa un prodotto top, ma ci sono anche dei lati negativi, infatti l’acciaio al carbonio necessita di manutenzione costante per riuscire a contrastare l’attacco della ruggine.

Eccoti le due varianti di acciaio tra le quali ti consiglio di scegliere: CP154, tra gli acciai inox e A2 tra quelli al carbonio.

Fodero

Per tutti quelli che scelgono un coltello a lama fissa ci sarà la necessità di avere un fodero dove riporre il coltello.

Nella scelta del modello migliore ti consiglio di valutare 3 cose.

  1. La prima è la presenza di un cinturino, da posizionare sul manico del coltello, per evitare che questo possa scivolare fuori dal fodero.
  2. Per seconda cosa controlla che ci sia un passante per poter agganciare il fodero con sicurezza alla tua cintura.
  3. Ultimo aspetto da considerare, ma non meno importante, è la presenza di un qualsiasi laccio per poter trasportare il coltello attaccandolo alla cinghia dello zaino oppure agganciandolo dove ti sembrerà più opportuno.

Tutte quante le valutazioni circa il fodero potrai invece eliminarle totalmente se deciderai di andare ad acquistare uno dei modelli di coltelli survivor pieghevole.

Lama fissa o richiudibile?

Questo dubbio amletico circa la scelta del giusto coltello da sopravvivenza può essere risolto.

I modelli richiudibili hanno in se dei vantaggi, legati per lo più alla leggerezza e dimensione, che sono ridotte, ma hanno anche un grosso difetto, cioè un’eccessiva fragilità nel punto di giunzione.

Anche se in commercio ce ne sono di modelli che vengono garantiti come resistenti a tutto, è sempre meglio scegliere una versione a lama fissa, che oltre che durare di più, ti permetterà di averla immediatamente a disposizione, senza dover aprire il coltello, cosa questa fondamentale in caso di situazioni di emergenza.

Cosa evitare nei coltelli da sopravvivenza

Il coltello da sopravvivenza può essere utilizzato per un gran numero di compiti.

Quando un coltello non è adatto a questi scopi significa che non è un buon prodotto. Ti consiglio di non acquistare mai un coltello da due soldi, magari preso dall’inpeto di vederlo racchiuso in una bella confezione o a causa della sua forma particolare. Un prodotto di scarsa qualità infatti si romperà dopo poco tempo e si rivelerà inadatto a quello che è lo scopo per cui l’avevi acquistato.

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